lunedì, 24 FebbraioUn sito per il territorio locale

Don Albertazzi, PIAGNISTEI IN CRESCENDO

Primo piagnisteo

Dopo i nappi beneauguranti e i botti dementi di capodanno, il nuovo anno parte sempre in maniera sconfortante. Si fa ripartire la baracca, si tirano su i conti dell’anno appena concluso e bisogna farli tornare. Poi bisogna presentare il rendiconto al consiglio per gli affari economici delle singole parrocchie. Poi bisogna portarlo in curia. Poi bisogna portare in curia la copia di tutti gli atti di battesimo (pochissimi), di matrimonio (nessuno), di morte (un cimitero). Per fortuna mi arrangio a zampettare un po’ sul computer e non devo più maneggiare i massacranti e sgangherati registri di una volta. Fine del primo piagnisteo.

Secondo piagnisteo
Chi non sa il mio nome mi chiama reverendo. E’ un titolo che non mi piace, lo trovò salottiero e demodè. Come non mi piace neppure il sussiegoso titolo di monsignore, che mi è stato appiccicato addosso a mia insaputa. Non parliamo poi del titolo di padre col quale sono talora interpellato! Non mi sembra di eccellere in paternità, e questa carenza è stata scritta ufficialmente sul mio conto quando ero rettore del seminario! Preferisco l’ormai usuale “don” pensile, ossia non seguito dal nome. Accetto comunque tutto quello che arriva.

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